ARTE CORPORALE:
Sono interprete della MIA ARTE 
è come se ci fossero PIU' ARTISTI DENTRO DI ME

                  Antonio Diana

CURRICULUM

Antonio Diana, pittore dal 1973, dopo aver sperimentato varie espressioni artistiche ricevendo ottimi consensi non mi ritenevo del tutto soddisfatto perché volevo allargare gli orizzonti del mio lavoro. Nel 2018 elaborando alcune immagini sono giunto alla conclusione di proporre un nuovo metodo pittorico che eseguo mescolando la tecnica : FOTOGRAFIA – CELLULARE E COMPUTER - che realizzo attualmente la: REALART – cioè, trasformare la realtà in Arte in tutto il suo aspetto, dalla A alla Z. 

E’ la concretezza tecnologica tradotta sulle tele che non disumanizza ma diventa sintesi dell’evolversi dell’era moderna. Oltre alla pittura sono anche autore del libro – IO, DIO, SATANA E I SENZA NOME – la fine del mondo aspettando, il giudizio finale – il seguito in fase di scrittura.

Selezionato per il premio GENIUS con mostra presso SPAZIO ARTE RENAULT ITALIA ROMA 1991.
Presente nei cataloghi d’Arte MONDADORI 
Collettiva presso la Galleria FARINI Bologna alla presenza di Vittorio Sgarbi
Presentazione e mostra personale REALART aprile 2019
Ed altro.
                                                  

CONIATO IL MATRIMONIO CON L’ARTE
Il verbo essere comprende " IO sono" e trafugando nella mia memoria addestrata dal
pensiero é giunta alla conclusione che tutto ciò che ho fatto ha avuto il suo riscontro
positivo sia esistenziale che professionale nell'ambito artistico ma, IO non sono contento.

Sprigionando la mia interiorità e plasmando l'intelletto che mi univa al passato, tra
le alture del percorso dopo, dovetti scendere giù a valle e, al bivio, trovare la mia
strada, così incominciai a vivere la quotidianità come un povero mendicante alla
ricerca dell'essenzialità.

Stravolgendo poi il mio modo apparente, clandestinamente andavo alla riscossa per
trovare effervescenti emozioni e nuovi stimoli, per considerarmi appagato nella mia
vivacità e nell'avventura che avevo vissuto a 360° per dirigermi verso la mia nuova
meta.

La mia libertà paranormale, connaturale e solidale, per lo scopo attitudinale al
progetto, fu acquisita nel tempo e mi faceva sentire sereno e tranquillo
nell'ambiente in cui sono nato.

Infatti, istruivo permissivamente e magistralmente le idee da "RE" in un connubio
proteso alla perfezione, certo che il "RE" vuole riempire il suo regno coi frutti migliori
e pregevoli poiché è, "il Paradiso".

Intanto, non ancora gratificato per quando riguardava la mia arte, iniziai, con un
impulso critico ed osservatore, a giudicare, senza riserva, i miei quadri e non solo,
trovando difetti in ognuno di essi e, paragonandoli alla popolazione esistente sulla
terra esclamai "è tutto un disastro !".

Tuttavia mi apprestai ad ispezionare la contemporaneità presente nel mio paese e
non solo, avendo un unico filo conduttore che mi conduceva a mostrare bello, ciò
che era il degrado procurato dall'uomo nei secoli e le cose umili per mancanza di
fondi.

Mi dissi: qui ci vuole un grande miracolo, un nuovo mondo, Dio lo può fare! 

Io posso considerarmi un pittore e cercherò di trasformare ogni cosa bella o brutta in
ciò che fa piacere vedere con gli occhi, con una sintonia tale da non disturbare la
coscienza umana e arrivare al cuore per riempire l'anima.

​Elogiai il mio spirito divino tra il cervello, il computer ed il cellulare sempre accesi,
andai temerario alla ricerca di immagini e con possessione estrema me ne
appropriai, perché esse mi dovevano permettere di arrivare al traguardo fissato:
proporre una nuova corrente artistica.

Sospiravo di gioia eclettica nell'onirico momento in cui trovavo ciò che mi
apparteneva, volevo diventare un mago e, per magia fluorescente, rendere facile le
mie trasformazioni in bellezza, tanto da stravolgere una realtà ormai alle pendici di
una montagna d'immondizia sul globo terrestre.

Lasciai i colori ad olio ed acrilici a seccare, pennelli e spatole ad ammuffire, tutto
coperto di polvere e ragnatele, per catapultarmi dall'aereo nel vuoto, forse, senza il
paracadute, all'avanscoperta delle mie aspettative, e nell'aria assaporai forsennato
nuovi orizzonti tenendo tra le mani il fatitico strumento elettronico il: "cellulare" . 

Assemblai la mia goliardica arte da scaltro ladro ed incandescente fruitore del
risultato ottenuto e, avvezzo perenne al linguaggio universale con trasmissioni
dirette e caterifrangenti, avvolsi i parametri della ragione allo stato sociale. 

Divulgai la parola attraverso le immagini nell'ingegno congeniale della mia fattezza, 
per organizzare l'assunzione tra i meandri dell'assolutezza primordiale, e accattivare
le persone alla nuova messa in circolazione di opere digeribili anche nella mensa
ecclesiale, e divenire così un creatore, per rispetto dell'umanità. 

Mistificai il potere alcolico con acqua frizzante e fresca, per il digiuno che avrei fatto 
dal diluente e dalla segatura, dalla colla e dallo smalto e da tutto il resto che faceva
parte delle tecniche usate fino ad oggi nel mio lavoro.

Il cataclisma con un fulmine mi avvolgeva tra le sponde di una barca in un mare
agitato e tempestoso, il vento impetuoso scaraventò il mio corpo inerme a fondo
nell’astrattismo, il surrealismo, il metafisico, la geometria etc etc...

Un onda mi fece emergere dall’acqua tra suoni di tromba e squillanti campanelli, i
bagliori provenienti dal sole emanavano una luce floreale e riempivano il mio
sguardo, volevo godere, godere dell'eternità, per glorificarmi ed ossigenare il "TRE"
nell'amore infinito. 

La convivenza era stata lunga, tormentata, pericolosa e a volte violenta ma, mi
eccitavo molto mentre nel laboratorio strappavo le tele dipinte che non mi
soddisfacevano.

Fino a bruciarne una con l'alcol etilico e l'accendino che era la mia tentazione, la
quale buttai in un bidone pieno di lordura posto vicino ad un piccolo ponte, e subito
un'altra bianca o grezza da realizzare per estasiare.

Il prete già pronto sull'altare per celebrare il detto matrimonio tanto voluto, per fare
in modo che mi permetesse di mettermi in cammino nell'esoterico catalogo
dell'Arte in una pagina dedicata al prossimo.

Fiero e sorridente mi avviai nel viaggio interplanetario per raggiungere l’inconscio da
sorprendente monaco in questa vicenda coniugale, in missione nell’esplorazione per 
l’attesa del risultato finale. 

Gli invitati, eccellenti, vestiti alla moda, si sedettero al tavolo imbandito a festa,
mangiavano, bevevano e si distraevano nell’allegoria della vita moderna, essi
confabulavano tra di loro chiedendosi "chi è ?"

Mistero ...

Comunque, il pranzo è stato servito e consumato, il conto già pagato, lo scontrino
consegnato per essere distribuito ai cospicui avventori, alla fine manca solo, e non
altro, che "il caffè", preferibilmente ancora bollente.

Questa è attualmente la mia arte la: REALART.
                             Antonio Diana

L’ERA TECNOLOGICA 

Oggi come dimostrano i fatti, la tecnologia ha invaso il mondo e la nostra esistenza,
pertanto il cambiamento che attingiamo e subiamo, dovuto all’era moderna, sta
sprigionando le risorse in ognuno di noi per trasmettere la potenzialità alla capacità
di essere umani. 

 
Ed io, poiché sono stato sempre attento alle varie metamorfosi della mia arte ancora
una volta ho voluto liberare dagli schemi del passato l’onirico metabolismo per
stanziare nuove prospettive nell’ambito pittorico, avventurandomi in questo genere
di rappresentazione tecnologica.


Infatti, la realizzazione avviene tramite strumenti attuali che divulgano il quotidiano
di molte persone con messaggi sui social, non curandosi dell’essenzialità della vita.
Scaltramente trasformando il meccanismo che rende priva la conversazione diretta
e concreta con l’interlocutore, dell’oggetto ho fatto si che diventasse un dettaglio
eloquente del mio lavoro. 


E remunerando l’ipotesi di un concetto evolutivo mi pongo guardingo verso la realtà
che stiamo vivendo con idee logistiche e filosofiche internazionali, monitorate dalle
pillole di ironia plebiscitaria e cagionevole del pensiero tentatore.
                                                                                                                                                                               Antonio Diana