"L'esplosione del colore"  questa è la mia  filosofia.
ODIO!!! il bianco e nero
Voglio un mondo COLORATO ed addirittura talmente STRAVOLTO nei colori da non essere nemmeno riconoscibile.
E se non è riconoscibile, beh allora cerchiamo noi di dare una forma a questo mondo, cerchiamo noi di dargli un colore, 
solo noi possiamo farlo.
... è per questo che ho dipinto la torre di Pisa come se fosse una "meravigliosa torta da mangiare" e per di più...dritta!

Io penso che i quadri, come le canzoni, vivano di vita propria. Con una differenza rispetto a noi esseri umani: noi, prima o poi lasciamo questa terra, loro vivono per sempre.
Le canzoni, come i quadri sono lì nell’aria. Già fatti e fatte, si potrebbe dire. Alle volte basta solo “prenderle” al volo. Prima che se ne vadano da un’altra parte. Succede.
Una volta fatti o composte, iniziano il loro viaggio. Vanno dove vogliono loro. Con chi vogliono loro e dicono quello che vogliono loro. Alle volte allontanandosi persino da quello che aveva ispirato o “mosso” l’artista.
Fateci caso. Quando si ha un quadro da appendere si comincia col “provarlo” in un posto. No, non va bene.
Poi in un altro. No, non va bene. Poi finalmente: ecco, qui è perfetto. E’ lui, il quadro, che “si è fatto mettere lì”.
Io ho dipinto un quadro che è “timido”. E non c’è verso. In tutte le case che ho cambiato è sempre finito in un luogo appartato. 

Ed è davvero bello, ma lui si fa mettere lì. E ne ho dipinto un altro che invece è talmente “sfacciato” che finisce sempre per essere la prima cosa visibile appena entro in casa. E’ fatto così, bisogna capirlo.
Sono un grafico, doppiamente diplomato. Un grafico prestato alla comunicazione. Un prestito che dura da 35 anni. Mi sono sempre occupato di quotidiani (qualche volta di periodici) costruendo per questi progetti di comunicazione creativi.
Mi sono occupato e mi occupo tutt’ora anche molto di musica. A metà/fine anni ‘90 ho organizzato e prodotto (non da solo ci mancherebbe) 80 concerti di tutte quelle band rock che in quel periodo nascevano come funghi, molte delle quali in seguito sono diventate parte dello Star System. Parlo dei Bluvertigo (Morgan, o Marco Castoldi se preferite), dei Negrita, dei Timoria (con un timidissimo Francesco Renga), degli Afterhours (con il “vero” Manuel Agnelli, quello che vedete adesso è un clone...) ecc ecc.
Ho prodotto due dischi di un grandissimo artista che si chiama Vincenzo Zitello. Un musicista sublime che suona l’arpa (allievo di Alan Stivell). Che uno dice: cosa c’entra il rock, con l’arpa. Non lo so, ma vista la premessa di queste righe, direi che ci sta.
Nel frattempo, ho dipinto, anche, e tanto. Solo che non mi sono mai preoccupato più di tanto di farmi vedere o cose del genere. Sa un po’ di presunzione, ma tant’è. E solo ora mi viene in mente che ho fatto diverse mostre (tra mie e collettive). Ma non chiedetemi dove. E solo ora mi viene in mente che i quadri che avevo esposto sono quasi tutti in case altrui. Sa molto di presunzione. Ma tant’è.
Poi alcune cose un po’ particolari della vita hanno fatto si che io abbia avuto una specie di anno sabbatico che, ahimè, è durato molto, ma molto, più di un anno.
Ma da un po’ di tempo (7 anni per l’esattezza), pur continuando il “prestito” alla comunicazione, ho ripreso tutte le attività di musica e pittura.
Ho ricominciato a scrivere canzoni ( da piccolo avevo una band: BORGOSANGREGORIO ), e ho iniziato una collaborazione con un artista di Napoli con cui abbiamo scritto uno spettacolo sulla poetica di Antonio De Curtis. Uno spettacolo di teatro, canzoni e danza. Scritto a “6” mani con Elena Anticoli De Curtis (la nipote).
E ho dipinto, dipinto, come una sorta di ossessione. Non la ricerca del tempo perduto, no.
Ma il “bisogno” di farlo. Ad ogni costo ed in ogni momento. Ma questa volta sarò più umile. Cercherò di farmi conoscere il più possibile.
Ho vissuto quasi 40 a Milano. Attualmente vivo con la mia splendida compagna dove sono nato: a Bologna.